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Se questa configurazione dovesse trovare conferma nei prossimi aggiornamenti, gran parte del mese potrebbe risultare più movimentato del previsto. Non si tratterebbe necessariamente di un’ondata di gelo storica, ma di un periodo caratterizzato da temperature sotto media, instabilità frequente e possibili episodi nevosi tardivi. Marzo, insomma, potrebbe ancora scrivere pagine invernali.
Per quanto riguarda il Sud Italia, l’attenzione è particolarmente alta. Le regioni adriatiche meridionali e le aree interne appenniniche risultano statisticamente più esposte alle irruzioni fredde da nord-est. In caso di ingresso deciso di aria continentale, anche la Puglia potrebbe vivere un ritorno a condizioni pienamente invernali, con rovesci nevosi fino a quote basse tra Gargano, Murge e zone interne del barese e del foggiano.
Le temperature potrebbero scendere bruscamente soprattutto nelle ore serali e notturne, con gelate diffuse nelle campagne. Un aspetto da monitorare con attenzione, considerando la fase delicata per molte colture. Anche il resto del Sud potrebbe essere coinvolto da venti sostenuti, mareggiate lungo le coste esposte e un clima decisamente più rigido rispetto alle aspettative di inizio primavera.
Non è detta l’ultima parola, dunque. Il meteo di marzo resta imprevedibile e potenzialmente sorprendente. Nei prossimi giorni sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti dei modelli matematici per capire se il gelo e la neve torneranno davvero protagonisti in Italia, con particolare attenzione al Centro-Sud e alla Puglia, dove l’impatto potrebbe essere più evidente.
✍🏻Autore: Davide Carbone – Redazione Meteo Puglia.
Per ulteriori analisi e tendenze meteo aggiornate sul mese di marzo e sulle possibili irruzioni fredde verso il Sud Italia, continua a seguire i nostri approfondimenti quotidiani.