Meteo: freddo sull'Adriatico, torna la neve in Appennino. Le quote e i giorni da seguire


di  Redazione, 30-10-2026 ore 17:00      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


L'Adriatico cambia passo e sull'Appennino torna l'occasione per la neve. Le correnti più fredde in discesa da nord-est aprono una fase instabile fra il ponte di Ognissanti e l'avvio della prossima settimana. Per i rilievi il momento da osservare è soprattutto fra lunedì 2 e martedì 3 novembre 2026, quando precipitazioni e temperature in diminuzione potrebbero incontrarsi. Il freddo, da solo, non basta a imbiancare una montagna: serve che arrivi anche l'umidità.

La montagna divide il tempo, il vento accentua il freddo

Il versante adriatico è esposto alle correnti nord-orientali. Quando l'aria umida incontra i rilievi è costretta a salire: raffreddandosi può favorire nubi e precipitazioni. Sul lato opposto della catena, invece, gli effetti possono essere diversi. Ecco perché due località a poca distanza, ma separate da un crinale, non hanno necessariamente la stessa previsione.

Il vento aggiunge un altro elemento: aumenta la dispersione di calore dal corpo e può rendere la sensazione termica più pungente. Questo non significa che la temperatura dell'aria scenda automaticamente al valore percepito, né che il vento trasformi da solo la pioggia in neve.

Fra il 2 e il 3 novembre le occasioni più interessanti

Il quadro disponibile indica una circolazione perturbata sui mari italiani e precipitazioni al Centro-Sud, con il ritorno della neve sull'Appennino. Per alcuni settori centro-settentrionali viene prospettata una quota indicativa nell'ordine dei 1000-1200 metri; più a sud il limite può restare più elevato, intorno ai 1400-1700 metri secondo zona e fase del passaggio.

Non è una linea uniforme da disegnare su tutta la dorsale. Intensità delle precipitazioni, esposizione e temperatura degli strati d'aria attraversati dai fiocchi possono far variare il limite. La comparsa della neve e la sua capacità di accumularsi al suolo sono inoltre due cose differenti.

Aria umida da ovest: una possibilità da valutare con attenzione

Un eventuale apporto umido occidentale potrebbe aggiungere precipitazioni dove trova aria sufficientemente fredda. Ma la traiettoria conta: se il richiamo portasse anche aria più mite, la quota neve potrebbe risalire. Per questo non basta affiancare le parole freddo e umidità per promettere nevicate abbondanti.

Al momento, l'interazione specifica fra correnti orientali e apporti da ovest resta un aspetto da verificare nei prossimi aggiornamenti, senza fissare accumuli o località certe.

Il 4-5 novembre: attenzione a non prolungare il peggioramento

La finestra fra il 2 e il 5 novembre va seguita, ma non equivale a quattro giorni continui di maltempo. Le tendenze consultate contemplano già da mercoledì 4 un possibile avanzamento dell'alta pressione e un miglioramento su parte dell'Italia. La persistenza dei fenomeni fino a giovedì 5 non è quindi confermata per tutto il versante adriatico.

Per la Puglia il passaggio più vicino riguarda piogge, vento e clima più freddo. La neve appenninica non implica neve sulle coste o sulle Murge. Il dettaglio per i rilievi lucani e per ciascun settore pugliese richiederà una valutazione locale delle temperature e delle precipitazioni. Prima di organizzare spostamenti in quota, sarà utile ricontrollare le previsioni a breve termine e le condizioni della viabilità.




LEGGI ANCHE