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Le orecchiette fatte in casa portano la Puglia sulla spianatoia ancora prima che nel piatto. Bastano ingredienti semplici, ma tra una piccola cupola ruvida e un pezzetto di pasta troppo spesso c'è soprattutto un movimento: trascinare, poi rivoltare. Per impararlo conviene rallentare e osservare il risultato, senza inseguire subito la velocità delle mani più esperte. Una base per quattro persone è 300 grammi di semola rimacinata di grano duro e circa 150 grammi di acqua tiepida, proporzione proposta anche dalla ricetta del portale nazionale del turismo Italia.it. Il punto decisivo è quel “circa”: aggiungere l'acqua gradualmente permette di controllare l'impasto, che deve stare insieme senza diventare appiccicoso. Lavoratelo fino a ottenere un panetto omogeneo. Copritelo durante il riposo: la scheda dell'Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali pugliesi indica circa un quarto d'ora. Intanto preparate un piano di legno pulito e un coltello a lama liscia, non affilato. Staccate una porzione, tenendo coperto il resto. Formate un cordoncino di circa un centimetro di diametro e tagliatelo in piccoli pezzi di dimensioni simili. Premete un pezzetto con il coltello e accompagnatelo sulla spianatoia: deve incurvarsi fino a somigliare a una conchiglietta. Ora rivoltatela delicatamente sul dito, senza schiacciarla: la parte ruvida rimane all'esterno, mentre nasce la piccola cavità. L'obiettivo è una zona centrale assottigliata, integra, con un bordo più consistente. L'orecchietta deve conservare una forma aperta e riconoscibile. Se si incolla: prima di aggiungere altra semola a tutta la massa, controllate che il piano non sia umido e provate su pochi pezzi. Un impasto molto molle rende più difficile governare il trascinamento. Se si strappa: alleggerite la pressione e riprovate con un pezzo leggermente più spesso. Non serve forzare il coltello fino a bucare il centro. Se resta troppo spessa: osservate soprattutto il fondo. Pezzi molto diversi tra loro cuoceranno in modo poco uniforme: le prime orecchiette possono diventare una piccola prova per correggere il gesto prima di proseguire. Disponetele separate su un vassoio leggermente spolverizzato di semola. Per la cottura usate acqua bollente salata e assaggiate: spessore e asciugatura cambiano i tempi, quindi un numero fisso di minuti non garantisce il risultato. Controllate soprattutto che la parte più consistente non resti cruda. Le cime di rapa sono un abbinamento classico; anche un sugo di pomodoro permette di apprezzare la superficie della pasta. La precisione utile è nella consistenza e nella cottura uniforme: una lieve irregolarità nella forma racconta il lavoro delle mani.Da dove partire: semola e acqua, con la giusta consistenza
Il movimento: prima trascinare, poi dare la cupola
Tre segnali da osservare mentre si lavora
La prova finale arriva in pentola