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La Puglia ha registrato 1.198 ettari di nuovo consumo di suolo nel 2025. È il dato che emerge dall’edizione 2026 del monitoraggio ISPRA-SNPA, richiamato anche dal Sistema statistico nazionale. La regione si colloca dietro Sicilia e Lazio per nuove superfici trasformate: una pressione che tocca campagne, paesaggio e scelte sul futuro del territorio. Nel comunicato del 27 ottobre, Coldiretti Puglia concentra l’attenzione sulla perdita di terreni produttivi: circa 878 ettari agricoli trasformati nell’ultimo anno di rilevazione. La superficie regionale complessivamente consumata raggiunge 158.432 ettari, pari all’8,18% del territorio, contro il 7,19% nazionale. Sono grandezze diverse: il totale descrive quanto suolo risulta già trasformato, mentre i 1.198 ettari riguardano le nuove trasformazioni del periodo. Il numero annuale non è dunque la somma di tutte le superfici artificiali presenti in Puglia. Coldiretti segnala inoltre 4.764 ettari occupati dal fotovoltaico a terra, pari al 22% della superficie nazionale destinata a questi impianti. Sono dati riportati dall’organizzazione agricola sulla base del rapporto: non significano che tutto il nuovo consumo pugliese dipenda dai pannelli. Il tema è entrato anche nel confronto politico regionale. In una nota del 29 ottobre pubblicata sul sito del Consiglio, il consigliere Giovanni Vurchio richiama la necessità di conciliare energie rinnovabili e agricoltura e annuncia il prossimo passaggio in aula del provvedimento sulle aree idonee. La dichiarazione documenta una posizione e un percorso annunciato, non l’approvazione definitiva di nuove regole. Il rapporto ISPRA non guarda soltanto alla quantità di terreno trasformato. Nel quadro nazionale segnala che oltre due terzi delle nuove trasformazioni si concentrano nelle città e registra la perdita di verde e alberi. Nelle aree più impermeabilizzate rileva temperature estive del suolo superiori a quelle delle campagne circostanti: si tratta della temperatura della superficie, da distinguere da quella dell’aria dei normali bollettini meteo. Lo stesso monitoraggio rileva nuovo consumo anche in zone a rischio alluvione e frana. Questi dati nazionali descrivono una pressione sulle aree fragili; non dimostrano, da soli, la causa di un singolo allagamento pugliese. ISPRA propone anche una prima mappatura delle opportunità di recupero: oltre 2.100 chilometri quadrati di superfici a livello italiano e 1.116 chilometri quadrati di tetti potenzialmente utilizzabili per il fotovoltaico. Sono possibilità da valutare, non lavori già eseguiti né disponibilità tutte localizzate in Puglia. La questione concreta diventa quindi dove collocare nuovi interventi e quanto spazio recuperare prima di occupare altri terreni. Il confronto sulle aree idonee si inserisce in questa scelta: produrre energia, mantenere attività agricole e ridurre la perdita di suolo richiede di considerare insieme usi e caratteristiche dei luoghi.Quasi 878 ettari erano superfici agricole
Il nodo dell’energia e dei terreni
Perché conta anche quando si parla di caldo e piogge
Recuperare ciò che esiste: l’altra metà della notizia