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Un attacco gelido da est a metà novembre? È uno scenario che merita una spiegazione, ma al 3 novembre non ci sono elementi sufficienti per annunciarlo sull’Italia. La finestra attorno alla metà del mese resta lontana: trasformarla già oggi in una data di arrivo del gelo, soprattutto lungo le coste pugliesi, significherebbe anticipare conclusioni che le fonti consultate non consentono. Nella discussione del 30 ottobre per il periodo 14–27 novembre, il Climate Prediction Center della NOAA indica una possibile forte perturbazione del vortice polare stratosferico e una tendenza verso una fase negativa dell’Oscillazione Artica. È un’indicazione sulla circolazione su vasta scala, contenuta in un prodotto dedicato agli Stati Uniti: non è una previsione di gelo per la Puglia, né conferma che l’eventuale aria fredda prenda la strada della Russia verso l’Italia. Il contesto europeo invita a mantenere aperti più esiti. L’aggiornamento stagionale Copernicus del 10 ottobre favorisce temperature medie superiori alla norma su gran parte dell’Europa. Una media stagionale non permette di fissare il tempo di una singola settimana, ma neppure offre una conferma di un’ondata gelida a metà novembre. Perché aria continentale molto fredda raggiunga il nostro Paese servirebbe una configurazione capace di guidarla dall’Europa orientale verso i Balcani e l’Adriatico. Contano posizione delle alte pressioni, traiettoria delle correnti e durata dell’afflusso. Un cambiamento anche limitato di questi elementi può lasciare il freddo più a est o deviarne il percorso. Se questa configurazione si realizzasse, i settori orientali italiani sarebbero fra quelli da osservare, Puglia compresa. Si tratta della descrizione di un meccanismo possibile, non di una traiettoria già individuata con sufficiente affidabilità per metà mese. Aria fredda e nevicate non sono sinonimi. Per portare fiocchi fino ai litorali occorrerebbe anche la combinazione adatta fra temperature nei diversi strati dell’atmosfera e precipitazioni. Oggi non è possibile assegnare quote neve, accumuli o città coinvolte in questa ipotesi. La domanda utile nei prossimi aggiornamenti sarà quindi se lo scenario orientale acquisterà continuità nelle previsioni, oppure perderà consistenza. Per ora il gelo russo a metà novembre resta un’ipotesi da verificare: nessun conto alla rovescia per neve e ghiaccio sulle spiagge. Articolo a cura della Redazione MeteoPuglia. Argomento: tendenza meteo di metà novembre e ipotesi di freddo continentale da est.Il segnale in alto non decide il tempo sotto casa
La strada russa: che cosa dovrebbe succedere
Per l’Adriatico la neve è un passaggio ulteriore