Sarno, le colate di fango del 5 maggio 1998: il video e il peso delle piogge persistenti


di  Redazione, 04-11-2026 ore 14:00      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Il 5 maggio 1998 Sarno fu travolta da una sequenza di colate di fango che proseguì nella notte successiva e colpì anche altri comuni campani. Il bilancio complessivo fu di 160 vittime, 137 nella sola Sarno, secondo la ricostruzione del Dipartimento della Protezione Civile. Tornare alle immagini e agli studi di quella tragedia significa capire perché il rischio di frana non si misura soltanto dalla violenza di un singolo acquazzone.

Il video d’archivio della tragedia di Sarno

Su YouTube è disponibile un breve filmato dedicato all’evento, pubblicato il 22 settembre 2021 dal canale Vigili del Fuoco Official Page. Il riferimento è al disastro del maggio 1998: la data del caricamento non va confusa con quella delle colate. Il documento accompagna il ricordo di un’emergenza che coinvolse famiglie, soccorritori e intere comunità.

Guarda su YouTube il video d’archivio: Sarno, la tragica alluvione del maggio 1998

Perché contarono anche i giorni di pioggia precedenti

La ricostruzione dell’IRPI-CNR mette in evidenza la persistenza delle precipitazioni. Al pluviometro di Lauro furono misurati 173 millimetri nelle 48 ore del 4 e 5 maggio, dopo altri 61,4 millimetri registrati fra il 28 aprile e il 3 maggio. Sono dati di quella stazione: non una misura identica per ogni versante colpito.

Le colate interessarono coperture di ceneri e pomici legate all’attività eruttiva del sistema Somma-Vesuvio. Il materiale saturo d’acqua scese verso gli abitati: oltre due milioni di metri cubi si riversarono nei territori di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello. Il quadro mostra il peso della combinazione fra precipitazioni prolungate e caratteristiche dei pendii.

I soccorsi e la lezione lasciata al territorio

Nel ricordo storico pubblicato nel 2025, i Vigili del Fuoco descrivono ricerche incessanti, impiego di mezzi anfibi ed elicotteri e salvataggi di persone rimaste isolate. L’emergenza impose di raggiungere abitazioni e aree sommerse dal fango mentre le comunicazioni e gli spostamenti erano difficili.

La stessa ricostruzione ricorda l’accelerazione della delimitazione delle aree a rischio e del potenziamento delle reti di monitoraggio seguita al cosiddetto Decreto Sarno. Il lascito va oltre le immagini: conoscere i versanti e il territorio esposto è parte della prevenzione. Questa è una pagina di memoria del 1998, da tenere distinta dalle previsioni meteorologiche attuali per la Campania e la Puglia.




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