Bari, cento anni dall’alluvione del 1926: oggi il confronto su acqua, città e prevenzione


di  Redazione, 06-11-2026 ore 10:30      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Bari ricorda l’alluvione del 1926 e riporta al centro il rapporto fra acqua, città e prevenzione. Oggi, 6 novembre 2026, il centenario della calamità è al centro della giornata di studi ospitata nell’Aula Magna del Politecnico: un confronto che mette insieme memoria storica, ricerca e conoscenza del territorio.

Il programma pubblicato dagli organizzatori prevede lavori dalle 9:30 alle 17. L’iniziativa coinvolge Politecnico, Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Autorità di Bacino Distrettuale, con la partecipazione del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Il richiamo al disastro di un secolo fa diventa così un’occasione concreta per discutere di protezione della città.

La notte che segnò Bari

Fra il 5 e il 6 novembre 1926 piogge torrenziali investirono Bari, con acqua nelle strade e nelle abitazioni. I documenti e le testimonianze recuperati per il centenario raccontano le trasformazioni che seguirono quella calamità e le risposte costruite nel tempo per ridurre l’esposizione del territorio.

Una di queste risposte fu la realizzazione della foresta di Mercadante sull’Alta Murgia. Il Ministero della Cultura, nel presentare la mostra documentaria dedicata all’anniversario, ricorda il ruolo del rimboschimento nel contenimento delle acque meteoriche degli eventi eccezionali. Un passaggio che lega la storia urbana barese a quella del suo entroterra.

Lame, pianificazione e rischio idraulico

Il confronto scientifico di oggi guarda alle caratteristiche geologiche e idrologiche della Puglia, alle piene e alla pianificazione urbana. Nel programma trovano spazio anche gli strumenti digitali per la gestione del rischio e gli aspetti legati alla costa e alla popolazione della Città metropolitana.

Per il CMCC è previsto l’intervento di Paola Mercogliano sugli eventi estremi e sui dati relativi alla Puglia. L’obiettivo dell’incontro è collegare competenze diverse: la ricostruzione del passato, la lettura delle fragilità del territorio e le scelte per l’adattamento.

Una memoria da condividere

Al percorso si affianca la mostra fotografica “Acqua che non si aspetta”, indicata dal CMCC al MuSTe-UNIBA dal 3 al 27 novembre. Fotografie e documenti aiutano a riportare nella memoria collettiva eventi che hanno modificato il rapporto tra la città e l’acqua.

Il centenario offre dunque un’occasione per parlare di prevenzione con uno sguardo lungo: dalle opere nate dopo il 1926 all’educazione e alla consapevolezza dei cittadini, temi presenti anche nel programma della giornata.




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