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Due arresti a Brindisi e un drone sotto sequestro: è il bilancio dell'intervento della Squadra mobile al centro delle notizie diffuse tra il 6 e il 7 novembre. L'accusa è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; secondo l'ipotesi investigativa, il velivolo sarebbe stato destinato al trasporto della droga. Il resoconto della Polizia, ripreso dalle testate locali, parte da un automobilista che procedeva lentamente e con un comportamento ritenuto sospetto. Gli investigatori hanno avviato un servizio di osservazione, arrivando a individuare due persone con un drone e sostanze stupefacenti, mentre si preparavano a confezionare un involucro. Durante l'intervento sono stati sequestrati cocaina e hashish, denaro contante e materiale per predisporre il pacco, oltre al drone. Le informazioni disponibili non precisano i quantitativi delle sostanze né la somma di denaro recuperata. Il punto da distinguere è questo: il possesso del drone è un elemento dell'indagine, mentre il suo impiego per le consegne è l'ipotesi degli investigatori. Non sono indicati destinatari, itinerari o un numero di trasporti già effettuati. Non risulta quindi possibile descrivere una rete di consegne accertata. Per le due persone arrestate vale la presunzione di non colpevolezza fino a un'eventuale condanna definitiva. La ricostruzione investigativa dovrà essere verificata nelle successive fasi del procedimento.Il sospetto nasce da un'auto in strada
Le presunte consegne restano da accertare