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La prossima data della vertenza ex Ilva è martedì 10 novembre, ma per i lavoratori il problema immediato è la continuità del reddito. Dopo il confronto del 6 novembre al Ministero del Lavoro, resta aperta la discussione sulla cassa integrazione straordinaria richiesta dall'azienda per un massimo di 8.622 addetti del gruppo. Il numero riguarda l'intero perimetro interessato, non soltanto Taranto. Nel comunicato del 6 novembre, la Uilm riferisce che l'azienda non ha dato disponibilità ad anticipare la cassa integrazione. Il sindacato ha quindi chiesto garanzie sulla continuità delle erogazioni da parte dell'INPS, sottolineando il peso delle scadenze familiari sui lavoratori. Il punto del confronto è evitare vuoti tra il cambiamento delle modalità di pagamento e l'arrivo delle somme. Le richieste sindacali non equivalgono però a un calendario dei bonifici già definito: dai comunicati consultati non emerge una data certa di accredito per ciascun dipendente. La Fim-Cisl conferma l'aggiornamento del tavolo al 10 novembre per affrontare gli aspetti tecnici con la presenza dell'INPS. Propone inoltre verifiche periodiche tra azienda e rappresentanze sindacali sul corretto invio dei dati necessari ai pagamenti. Anche l'Usb, nel proprio resoconto, indica una cabina di regia per monitorare le erogazioni, seguita dall'esame congiunto della richiesta di cassa integrazione. Si tratta di un passaggio ancora da svolgere: non di un accordo conclusivo già raggiunto. Accanto all'urgenza salariale, i sindacati chiedono risposte sul futuro produttivo e occupazionale. La Fim sollecita percorsi di formazione concretamente utilizzabili dai lavoratori; la Uilm richiama la necessità di una prospettiva industriale certa e di strumenti specifici per la vertenza. Per Taranto e per gli altri siti del gruppo, l'appuntamento del 10 novembre dovrà quindi chiarire anzitutto procedure e tutele del reddito. Le proposte sulla formazione e sulle ulteriori misure restano richieste delle organizzazioni sindacali, da distinguere dalle decisioni già operative.Il passaggio ai pagamenti INPS
Il nuovo confronto del 10 novembre
Reddito e prospettive industriali