CAMBIAMENTI CLIMATICI: I nostri BAMBINI sono esposti ai DISASTRI del CLIMA sette volte in più rispetto ai loro NONNI. Lo STUDIO


di  Redazione, 01-10-2021 ore 12:45      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Il clima con il passare degli anni sta cambiando sempre più velocemente e purtroppo, dobbiamo dirlo, in peggio. La causa principale di tutto questo è il riscaldamento globale che sembra ormai inarrestabile e gli sforzi che si stanno facendo per cercare di ridurlo si stanno mostrando del tutto inutili.

In questo editoriale però vogliamo porre l’attenzione ai nostri BAMBINI che, secondo uno studio di esperti e pubblicato inoltre sulla rivista Science, sono maggiormente a rischio agli impatti della crisi climatica. Perché?
Alcune analisi hanno dimostrato infatti che un bambino nato nel 2020 riuscirà a sopportare una media di 30 ondate di caldo estremo nella sua vita, ciò significa che l’impatto sarà sette volte maggiore rispetto alle persone nate nel 1960. Insomma, esattamente al contrario dei loro nonni.

Inoltre, lo studio ha evidenziato nettamente gli impatti del global warming mettendo in relazione diversi gruppi di età posta alla crisi climatica. Ad esempio, i 53 milioni di bambini nati in Europa e in Asia centrale tra il 2016 e il 2020 sperimenteranno eventi estremi circa quattro volte più gravi rispetto alle generazioni precedenti ma i 172 milioni di bambini della stessa età nati nell’Africa sub-sahariana ne affronteranno 5,7 volte in più. I bambini di oggi cresceranno e subiranno il doppio di siccità e incendi e tre volte più inondazioni dei fiumi e raccolti falliti rispetto a chi ha 60 anni.

La soluzione per interrompere questa deriva viene come sempre dalla riduzione delle emissioni dei gas inquinanti per mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C: si potrebbero così dimezzare le ondate di calore che i bambini di oggi sperimenteranno. Se le temperature globali dovessero invece rimanere sotto i 2°C la riduzione di questi eventi meteo estremi sarebbe solo di un quarto.




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